reddito di cittadinanza

Reddito di cittadinanza: tutto quello che c’è da sapere su casa, mutuo e affitto

Tra poco sarà possibile fare la domanda per il reddito di cittadinanza: cosa bisogna sapere se si è proprietari di casa o se si sta pagando il mutuo o l’affitto?

Ha diritto al reddito di cittadinanza chi possiede una casa di proprietà? Anche se si trattasse di una seconda casa? Quale importo viene riconosciuto per aiutare chi paga la rata del mutuo o l’affitto e fa fatica ad arrivare a fine mese?

Sussidio reddito di cittadinanza: quota mutuo e affitto

L’importo massimo del reddito di cittadinanza corrisponde a 780 euro. La cifra, secondo le stime del governo, è stata individuata come la soglia minima al di sotto della quale si vive in povertà. Ci sono diversi requisiti e paletti che vengono imposti per assicurarsi che l’importo vada veramente a chi ne ha bisogno evitando azioni di sciacallaggio. Di Maio ha spiegato che il governo sta studiando all’uopo quelle che ha definito “le norme antifurbetti”. Nel frattempo sono sorte anche discussioni in merito alla cifra: 780 euro sono troppe rispetto alla media degli stipendi in Italia? O sono casomai questi ultimi ad essere troppo bassi?

Come si compone questo importo? Secondo la normativa si potrà ricevere fino ad un massimo di 500 euro che saranno caricati sulla carta rdc come danaro da spendere mensilmente, più ulteriori 280 euro sotto forma di eventuale contributo per l’affitto, che scenderanno invece a 150 come contributo per la rata del mutuo. A conti fatti quindi chi ha casa di proprietà non gravata da mutuo, non potrà ottenere più di 500 euro (sempre a patto che, ovviamente, ricorrano gli altri requisiti).

Reddito di cittadinanza per i proprietari di prima e seconda casa: le regole

La formulazione originaria del reddito di cittadinanza prevedeva il cd “affitto imputato” per chi aveva casa di proprietà e non risultava intestatario di mutuo ipotecario. A costoro in sostanza sarebbe stata decurtata dal sussidio una quota per compensare il fatto che, rispetto ad altri beneficiari, questi non dovessero pagare l’affitto o il mutuo sulla casa.
La linea seguita invece, come accennato sopra, è differente. In pratica il sussidio si compone di due parti. La prima, che può arrivare fino a 500 euro, è riconosciuta indipendentemente dal fatto che si viva in affitto o in casa di proprietà. Ha diritto al reddito di cittadinanza (fino a 500 euro) anche chi possiede una seconda casa purché il patrimonio immobiliare (fatta eccezione della prima casa) non superi il valore di 30 mila euro.

La seconda parte del sussidio invece può essere richiesta solo da intestatari di contratto di affitto o di mutuo prima casa e riconosce un rimborso fino a, rispettivamente, 280 e 150 euro. E’ stato fatto osservare che questa previsione potrebbe indirettamente anche avere l’effetto di ridurre gli affitti in nero. E’ logico infatti che per ottenere il rimborso bisognerà essere registrati regolarmente.
Sempre in merito ai requisiti di residenza ricordiamo infine che non può fare domanda per il reddito di cittadinanza chi vive ancora a casa con i genitori. Potrebbe essere il momento per fare il grande passo e chiedere il mutuo giovani prima casa?

Da sempre appassionata di scrittura e alla continua ricerca di storie da raccontare. Mi affaccio al mondo dei mutui, argomento non sempre di facile comprensione per tutti, per aiutare chi è alla ricerca di informazioni utili. Non posso vivere senza: musica, amici e wafer 🙂

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