Scopri come conoscere la quotazione e l’andamento del tasso IRS online

Il tasso IRS, acronimo di Interest Rate Swap, è un valore di riferimento calcolato ogni giorno che stabilisce il tasso di interesse per i mutui a tasso fisso. Tale valore corrisponde alla media ponderata delle quotazioni con cui le banche stipulano swap per tutelarsi dal rischio di interesse, cioè per evitare di andare in perdita qualora il costo del denaro diventi superiore all’interesse stabilito dal contratto di mutuo.

Il calcolo del tasso IRS viene diffuso giornalmente attraverso i circuiti della stampa, permettendo a tutti di conoscerne l’andamento in tempo reale con la massima semplicità. In questo modo si potranno valutare facilmente i vantaggi di un mutuo a tasso fisso in un dato momento dell’anno e decidere in trasparenza se stipularlo o meno.

Andamento tasso IRS: cos’è e come funziona

A differenza dell’Euribor, valido esclusivamente per i mutui a tasso variabile, l’andamento IRS è un parametro di riferimento valevole solo per i mutui a tasso fisso, utilizzato dagli istituti di credito per proteggersi dal rischio di subire una perdita nel momento in cui il valore dei tassi di interesse superi l’interesse in base al quale viene ripagato il finanziamento. È importante ricordare che la quotazione IRS valida per il mercato Europeo è chiamata Eurirs, poiché rappresenta il tasso specifico relativo alle banche attive all’interno dell’UE.

Il tasso IRS rappresenta dunque una tutela a favore degli istituti di credito per la stipula di un mutuo a tasso fisso, al quale si dovrà aggiungere anche uno spread generalmente stabilito fra il 0.5% e un massimo del 3%. Spread e IRS rappresentano insomma due importanti fonti di guadagno per le banche, che in questo modo proteggono al meglio il proprio investimento.

Attraverso il calcolo dell’IRS per un mutuo a tasso fisso è possibile dunque determinare la convenienza di un finanziamento per l’acquisto di una casa in un particolare momento dell’anno.

Come si calcola il mutuo a tasso fisso con IRS

Per quanto riguarda i mutui a tasso fisso l’Interest Rate Swap viene calcolato esclusivamente in base alla durata del finanziamento e non in relazione all’ammontare del capitale concesso dal prestito. In questo modo chi stipulerà un contratto di mutuo con IRS a 5 anni dovrà fronteggiare un ammontare di spesa minore rispetto a chi sottoscriverà uno dei mutui con IRS a 20 anni, poiché minore sarà il rischio per l’investimento dell’istituto di credito. Il tasso IRS può essere applicato per mutui a tasso fisso dalla durata di un minimo di 12 mesi fino a un massimo che si attesta all’incirca sui 30 anni.

Trattandosi di un valore calcolato su base giornaliera, durante la valutazione di un finanziamento è molto importante confrontare l’andamento dell’IRS nei mesi o nelle settimane precedenti per comprendere se si tratta del momento migliore per stipulare un contratto di mutuo, senza dimenticare che al totale delle spese andrà anche aggiunto il valore relativo allo spread.

Nonostante il calcolo del tasso IRS sui mutui a tasso fisso rappresenti una misura cautelativa per la banca, che in questo modo si assicura un guadagno sul finanziamento al di là dall’oscillazione dei tassi di interesse, osservando attentamente l’andamento e le differenti quotazioni IRS nel tempo è possibile garantirsi un risparmio notevole rispetto a momenti dell’anno in cui l’IRS si attesta su valori ottimali per l’istituto di credito, ma non convenienti per il risparmiatore.

Preventivo mutui e quotazione IRS: l’informativa precontrattuale

L’importanza del calcolo dell’IRS risulta particolarmente rilevante durante la fase di preventivo di un mutuo e del rilascio della relativa informativa precontrattuale da parte dell’istituto di credito che abbiamo individuato per il nostro finanziamento.

È fondamentale tenere in mente che un preventivo di un mutuo a tasso fisso rilasciato dalla banca in una determinata data viene calcolato a partire dal tasso IRS valido in un momento che sarà diverso rispetto a quello dell’effettiva stipula del contratto di mutuo. Ad esempio, può accadere che l’informativa precontrattuale riporti una quotazione dell’IRS pari allo 0,31%, poiché è tale il valore dell’IRS in quel dato giorno, mentre il contratto di mutuo a tasso fisso vero e proprio presenti un tasso IRS allo 0,63%, a causa di un differente calcolo da parte delle autorità competenti.

Come viene calcolato il tasso IRS dalle diverse banche

Un’altra considerazione da fare riguarda le diverse metodologie di calcolo del tasso IRS da banca a banca. Non tutti gli istituti di credito, infatti, utilizzano lo stesso giorno per la quotazione IRS nel momento di stendere un preventivo di mutuo o per la stipula di un finanziamento vero e proprio.

Per esempio, esistono banche che scelgono di prendere come riferimento per calcolo dell’IRS l’ultimo giorno lavorativo del mese che precede quello della firma del contratto di mutuo, altre il secondo giorno lavorativo o il ventesimo giorno antecedente la stipula. È chiaro che vadano valutati con la massima attenzione i diversi criteri di rilevazione dell’IRS da banca a banca, per comprendere al meglio quali siano i tassi che effettivamente andranno a pesare nel tempo sul nostro mutuo.

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