giovani contratti a tempo indeterminato

Come richiedere un mutuo per giovani con contratto a tempo determinato

Prima di concedere un mutuo, le banche richiedono una serie di garanzie, tra queste anche la busta paga per vedere se il cliente ha un contratto di lavoro stabile o precario. Fino a qualche anno fa infatti, solo chi aveva un contratto a tempo indeterminato poteva chiedere un mutuo. Negli ultimi anni però la situazione […]

Prima di concedere un mutuo, le banche richiedono una serie di garanzie, tra queste anche la busta paga per vedere se il cliente ha un contratto di lavoro stabile o precario. Fino a qualche anno fa infatti, solo chi aveva un contratto a tempo indeterminato poteva chiedere un mutuo. Negli ultimi anni però la situazione economica italiana è cambiata e con essa anche le tipologie di contratto, che sono diventata molte e diversificate. Vediamo quindi se e come oggi è possibile per un giovane accendere un mutuo pur essendo un dipendente a tempo determinato.

Lavoro precario e mutuo: situazione inconciliabile?

Non è detto. Le banche hanno dovuto infatti adeguarsi ai cambiamenti del mercato, che vedono sempre più giovani ricoprire ruoli professionali, anche di responsabilità, con contratti di lavoro atipici. Contratti a progetto, a tempo determinato, collaborazioni a partita IVA: è ampio lo scenario dei contratti a termine, che si differenziano da quelli a tempo indeterminato proprio per la loro caratteristica di essere a scadenza. Una gran quantità di giovani oggi ha questo tipo di contratto e le banche non potevano ignorare ancora a lungo questa fetta di clientela che, seppure precaria, ha le stesse necessità di comprare casa e mettere su famiglia, di qualunque altra persona a tempo indeterminato.

Esistono quindi diverse soluzioni per concedere mutui a giovani con contratto a tempo determinato: tutte le principali banche oggi propongono questa offerta, però ad alcune condizioni imprescindibili.

Requisiti per mutui a giovani con contratti precari

Innanziutto c’è da sottolineare che per le banche la concessione di questo tipo di mutuo presuppone un rischio maggiore di insolvenza delle rate da parte del cliente, il quale potrebbe più facilmente ritrovarsi senza lavoro e quindi impossibilitato ad onorare il suo debito. Per questo motivo il mutuo concesso ai giovani precari ha in genere un costo più elevato ed è quindi meno conveniente rispetto ad un mutuo standard. Altre restrizioni riguardano l’età del richiedente, che per la gran parte delle banche non deve superare i 35 anni, e l’importo del mutuo, in genere al massimo di 100/150 mila euro. La banca inoltre chiede una serie di requisiti minimi indispensabili per concedere questo tipo di mutuo, quali l’avere un contratto di lavoro da almeno 3 anni e poter richiedere la presenza di un garante, come un genitore o un parente, che possa farsi carico del debito al posto del giovane precario, in caso di mancato pagamento delle rate.

L’aspetto positivo del mutuo giovani con contratto a determinato è che, proprio per la natura instabile di questa collaborazione professionale, la banca concede la possibilità di sospendere le rate fino ad un massimo di 6 mesi, nel caso in cui il cliente perda il lavoro. Una agevolazione non da poco, per cui non gode di una stabilità economica nel tempo.

Scrivo di mutui perché sogno di poterne fare uno. Adoro gli indovinelli; sai come si fa a tenere una persona sulle spine? Dopo te lo dico…

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