Trump, Brexit e mutui

Trump e Brexit influenzano i mutui?

Le scelte fiscali americane e la situazione politica inglese potrebbero portare notizie poco positive per i mutuatari italiani, con il probabile aumento dei tassi d’interesse ben prima di quanto ipotizzato dalla BCE.

Apparentemente sconnessi tra loro, il presidente americano, la Brexit e i mutui viaggiano su binari comuni, in cui la scelta di un elemento influisce più o meno direttamente sugli altri in un gioco delle carte che rischia di stravolgere le previsioni di tutti, mutuatari in primis.

I tagli fiscali di Trump alzano i tassi d’interesse in Europa?

Per ora stiamo parlando di proiezioni ma se queste dovessero tramutarsi in realtà la politica fiscale voluta dal 45° presidente USA rischierebbe di compromettere i piani e le strategie della BCE. L’obiettivo di Trump è quello di rimpatriare i capitali delle aziende a stelle e strisce, attualmente detenuti in conti al di fuori dei confini nazionali, per ragioni commerciali o più probabilmente per ragioni di pressione fiscale.

Per fare ciò il presidente americano è pronto ad una soluzione già adottata in molti paesi del mondo, tra cui l’Italia: uno scudo fiscale accomodante per riportare i soldi in America pagando una percentuale molto bassa rispetto alla tassazione vigente. In questo modo verrebbero accontentati un po’ tutti: le aziende, che potrebbero legalmente rimpatriare quasi interamente i capitali attualmente all’estero pagando una sciocchezza, il fisco, che vedrebbe comunque introiti ingenti calcolabili sui miliardi al momento fuori dagli USA, e Trump stesso, che ha cavalcato questa soluzione in campagna elettorale e punta a rilanciare l’economia interna anche grazie a questa mossa.

Un eventuale rientro ingente dei capitali determinerebbe un apprezzamento del dollaro nei confronti dell’Euro ma spingerebbe l’inflazione sull’acceleratore, già al 2,11% a Dicembre 2017. La Federal Reserve (FED, la banca centrale americana) ha l’obiettivo di mantenere l’inflazione intorno al 2.20% come valore ottimale tra crescita interna e potere di acquisto dei cittadini americani. Con una situazione già prossima a questo valore, i tagli fiscali di Trump farebbero schizzare l’inflazione oltre il valore ideale e costringerebbero la FED ad intervenire alzando i tassi di interesse per frenarla prima che diventi problematica.

La FED ha già iniziato lentamente ad alzare i tassi d’interesse ma un giorno potrebbe decidere di velocizzare questo processo, costringendo di fatto anche la BCE ad intervenire. Attualmente la Banca Centrale Europea ha intenzione di proseguire con il Quantitative Easing per mantenere ancora i tassi d’interesse a valori negativi, raggiungendo lo zero a fine 2018 e alzandoli progressivamente solo a metà 2019. Nel caso in cui la situazione americana dovesse evolversi come teorizzato, l’intervento della BCE per aumentare i tassi sarebbe più repentino del previsto, anticipando di almeno 5 mesi le politiche monetarie europee menzionate.

E la Brexit?

Al momento anche la situazione Brexit desta preoccupazione in Europa. A fine Gennaio è stato pubblicato da BuzzFeed News un documento riservato al governo di Theresa May in cui si prendono in considerazione le possibili conseguenze della Brexit che prevedono, nella peggiore delle ipotesi, un crollo del PIL britannico dell’8%. Al momento la Gran Bretagna registra i primi effetti sui mutui, con il 2017 che si chiude come il peggiore degli ultimi tre anni per finanziamenti erogati, un calo superiore al 5.6% rispetto al 2014.

Notizia negativa che si va ad aggiungere alla situazione poco stabile del paese e dell’economia: sul governo May infatti aleggia l’ombra della crisi, con soli 8 deputati conservatori a reggere la fiducia, mentre la sterlina dopo la Brexit si è fortemente deprezzata, facendo aumentare l’inflazione ora stabile al 3% (rispetto al 2% considerato valore ottimale in Europa). L’aumento dell’inflazione ha superato l’aumento dei salari, finendo per erodere il potere d’acquisto dei britannici che così vedono sempre più lontana la possibilità di accendere un mutuo.

Il mercato dei mutui e dei tassi d’interesse rimane quindi molto complesso proprio a causa dell’elevato numero di variabili in gioco che rende complicato effettuare previsioni “sicure” nel medio-lungo periodo.

Scrivo di mutui perché sogno di poterne fare uno. Adoro gli indovinelli; sai come si fa a tenere una persona sulle spine? Dopo te lo dico…

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