Rialzo spread

Spread in rialzo e rate più pesanti: perché è salito? Cosa comporta per i mutuatari?

Si torna a parlare di spread: il rialzo potrebbe pesare sui mutui in essere e se si su quali? In queste fasi di transizione conviene più il tasso fisso o variabile?

Ogni volta che in Italia ci sono importanti cambiamenti politici, che potrebbero inevitabilmente in un modo o nell’altro cambiare gli equilibri internazionali, si torna a parlare di spread e, in particolare, del peso di un eventuale rialzo dello spread sui mutui. Ciclicamente e “puntualmente” accade dopo le elezioni, a prescindere dal risultato. Cerchiamo allora di fare chiarezza su alcuni concetti fornendo delle indicazioni utili per chi ha un mutuo in essere o per chi ne deve chiedere uno e non sa se optare per il tasso fisso o variabile.

Valore delle spread e rata mutuo: il quadro attuale dopo il nuovo governo

Nelle ultime settimane si è tornati a parlare di spread, termine che molti italiani avevano quasi dimenticato visto il periodo roseo dei tassi di interesse.
I cambiamenti politico-economici interni infatti possono avere degli effetti sui mercati finanziari nel senso che, se il nostro Paese non viene ritenuto un debitore affidabile, i creditori chiederanno interessi più elevati a garanzia del rischio. Ne consegue un rialzo dello spread che esprime il costo dei prestiti (tecnicamente indica la differenza tra gli interessi pagati sui titoli di Stato italiani con scadenza a dieci anni e quelli pagati dai Bund tedeschi, nello stesso periodo, che vengono presi come riferimento essendo notoriamente bassi).

Ecco perché oggi chi ha un mutuo casa a tasso variabile si preoccupa e si guarda intorno valutando anche la possibilità di surroga verso il tasso fisso. Ma tutto dipende anche da quante rate mancano all’estinzione del mutuo.

Mutuo a tasso variabile: la mia rata diventerà più alta a causa dello spread?

Infatti gli effetti dello spread sui mutui a tasso variabile non sono immediati: questo valore in rialzo potrebbe tutt’al più influire sull’Euribor nel medio-lungo periodo.

E’ vero che il rialzo dello spread rappresenta un primo sentore di quanto qualcosa che nel sistema non va per il verso giusto ma non possiamo parlare di conseguenze dirette e immediate. Una piccola nube non è in grado di scatenare la tempesta quindi non vale la pena cedere ad allarmismi inutili. Del resto al momento l’Euribor si mantiene saldamente ancorato ai valori del 2016. Peraltro va anche detto che le politiche di acquisto di titoli di Stato da parte della Banca Centrale Europea stanno garantendo un ammortizzatore per eventuali conseguenze negative legate allo spread. Non si può dire che le conseguenze dell’aumento del differenziale tra costo dei titoli di Stato italiani e tedeschi siano imminenti.

Come scegliere tra tasso fisso e variabile: quanto pesa lo spread sulla rata di un nuovo mutuo

Diverso può essere il discorso per chi deve chiedere un mutuo nuovo. Chi ha fatto una simulazione di comparazione preventivi mutui sul nostro sito ad inizio maggio scorso, inserendo gli stessi requisiti di partenza oggi, noterà agevolmente che gli interessi sul mutuo a tasso variabile non sono aumentati. Se dovete chiedere un mutuo oggi Mutuiperlacasa vi offre la possibilità di effettuare una simulazione in modo da avere una comparazione dei preventivi a portata di click. Detto questo però se la durata del mutuo a cui si guarda è lunga il tasso fisso mette al sicuro da oscillazioni dello spread.

Non stupisce quindi che si torna ad assistere ad una preferenza netta per i mutui a tasso fisso ed è salita in modo esponenziale anche la richiesta di mutui surroga dal variabile al fisso per finanziamenti recenti. Scopri su Mutuiperlacasa come scegliere tra tasso fisso e variabile.

Scrivo di mutui perché sogno di poterne fare uno. Adoro gli indovinelli; sai come si fa a tenere una persona sulle spine? Dopo te lo dico…

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