pericolo spread

Il pericolo spread sui mutui non esiste

Il pericolo che lo spread intacchi i mutui è una fantasia senza fondamento: i due fattori sono incorrelati, a vantaggio dei mutuatari. Capiamo perchè questo aspetto non deve preoccupare e quando aumenteranno i tassi.

A partire da Maggio 2018, momento di insediamento del Governo Lega-M5S, in molti hanno cominciato a tenere sott’occhio lo spread BTp-Bund sia per l’effetto economico sia per le sue implicazioni sui mutui. Il timore – infondato – che lo spread trascini al rialzo i tassi dei mutui è una leggenda metropolitana ben raccontata che contribuisce a confondere le idee di mutuatari e aspiranti tali.

Spread e mutui? Non esiste correlazione

Tenendo in considerazione gli ultimi tre anni, come da grafico sotto riportato, la situazione spread mutui è piuttosto chiara: al variare del differenziale tra i nostri titoli di stato a 10 anni e quelli tedeschi, l’Euribor a 1 mese (uno dei più sfruttati per i mutui) rimane costantemente negativo a -0,37%. Viene quindi spontaneo dire che tra i due parametri non c’è correlazione.

 

Fonte Il sole 24 Ore

Cos’è la correlazione?

La correlazione è un parametro statistico che indica la relazione che c’è tra due o più variabili e come questi si comportano al variare di uno di questi. Insomma, nel nostro caso, cosa succede all’Euribor al variare dello spread.

Nel periodo considerato si nota come forti scossoni della borsa, con strappi e rimbalzi dello spread non abbiamo minimamente intaccato l’Euribor, saldamente negativo. I due fattori non sono quindi correlati.

Tasso fisso o variabile: chi è più al sicuro?

La maggioranza dei mutuatari monitora sempre con preoccupata attenzione l’evoluzione dello spread, spesso senza considerare la propria situazione. Capita quindi che mutuatari a tasso fisso si facciano prendere dal panico per il loro finanziamento, quando il tasso scelto li mette al riparo da qualsiasi evento possa accedere sui mercati.

Chi invece ha stipulato contratti a tasso variabile ha potuto constatare in questi mesi che la situazione è meno pericolosa di quanto fomentato da diverse fonti. Da Maggio 2018 a Ottobre 2018 lo spread è passato da 120 punti base a circa 300: un incremento notevole (2,5 volte) che però non ha portato ad aumenti della rata mensile del mutuo in quanto il tasso Euribor di riferimento è rimasto saldamente costante e negativo. Bando quindi ad allarmismi, fake news e proclami volti a distorcere la realtà per tornaconti politici, la teoria economica e la realtà dei fatti sono estremamente chiare ed evidenti.

E se lo spread si alzasse alle stelle?

Anche ipotizzando una situazione come quella dell’estate 2011, con il Governo Berlusconi costretto all’avvicendamento con Monti dopo che lo spread sfiorava i 600 punti, rimarrebbe pressochè invariata la situazione per i mutuatari. Una situazione di questo tipo, che coinvolga magari altri paesi dell’eurozona, costringerebbe la BCE a rivedere i suoi piani circa la fine del Quantitative Easing e a mantenere l’Euribor e il tasso ufficiale BCE negativi per evitare attacchi finanziari speculativi e crisi nazionali. Sarebbe perciò ancor più positivo per i mutuatari, con tassi bassi per molto tempo a venire.

Detto questo meglio non sperare/spingere per una situazione tale: questi aumenti sullo spread hanno un costo salatissimo da pagare per il Paese e per la sua capacità di rilanciarsi dopo anni di difficoltà.

Assodato quanto sopra sono solamente due i motivi per cui le rate (e gli interessi) mensili sul mutuo potrebbero aumentare e sono entrambe legate alla necessità che uno tra Euribor e tasso ufficiale BCE aumenti. Questo può accadere per due ragioni:

  1. Aumento di sfiducia tra le banche, non intenzionate a prestarsi soldi vicendevolmente come nel 2008 e generando una crisi di liquidità. Questa situazione è piuttosto remota, in quanto ora la liquidità immessa con il QE è elevata e disponibile in abbondanza per gli istituti di credito;
  2. Aumento da parte della BCE dei tassi ufficiali sui depositi (tasso di sconto, prezzo al quale presta denaro alle banche);

Ultima possibilità per l’aumento dei mutui è relativa alle azioni che banche e istituti di credito potrebbero mettere in atto nel medio-lungo periodo. Se i tassi obbligazionari dovessero mantenersi così elevati potrebbero decidere di modificare – aumentandolo – il loro spread, la fetta di interessi che la banca tiene come margine e che in parte usa per coprirsi dal rischio dell’investimento tramite assicurazioni (lo spread bancario non è quindi il guadagno “pulito” della banca stessa). Questo aumento sarebbe dovuto a maggiori costi di gestione tesoreria e di raccolta del denaro. Anche qui però il condizionale è d’obbligo, essendo nel campo teorico ed essendo lo spread applicato dalla banca una strategia che ogni istituto sceglie indipendentemente. Da Maggio ad Ottobre infatti non si sono registrati aumenti in tal senso, nonostante gli oltre 4 mesi di questa situazione, segno che forse questa ipotesi necessita di più tempo per essere messa in pratica.

Al momento dunque la situazione è tranquilla per chi ha già stipulato un mutuo e lo è anche per chi sta per accenderlo, potendo contare su tassi ai minimi storici.

Scrivo di mutui perché sogno di poterne fare uno. Adoro gli indovinelli; sai come si fa a tenere una persona sulle spine? Dopo te lo dico…

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