Mutui in calo

Mutui in calo ma Sardegna e Basilicata confermano le parole della BCE

Mutui in calo in Italia ad eccezione di Sardegna e Basilicata che sembrano allineate alla crescita registrata in Europa, con la BCE che mostra forti aumenti di mutui e prestiti richiesti, con una tendenza ancora più positiva nel prossimo trimestre.

I mutui in calo nel primo trimestre del 2018 in Italia confermano una tendenza già vista nell’ultimo trimestre 2017 che arriva dopo una corsa di quasi due anni della surroga, prodotto trainante nel mondo mutui dei tempi recenti. In un panorama che rallenta nell’erogazione anche in presenza di tassi vantaggiosi e di una surroga non più appetibile (difficilmente è possibile trovare condizioni migliori di quelle già in atto) si registrano alcuni casi “anomali”: Sardegna e Basilicata vanno in contro tendenza rispetto al resto dello stivale confermando la teoria della BCE secondo cui è più facile accedere al credito.

Mutui in calo da nord a sud ad eccezione di Sardegna e Basilicata

Nonostante le notizie provenienti da Francoforte, sede della BCE, secondo cui l’accesso al credito da parte di famiglie e imprese è decisamente più facile con netti miglioramenti a partire da Novembre 2017, in Italia la richiesta e l’erogazione di mutui sono in calo un po’ ovunque con poche eccezioni in alcune province. Mentre i nostri “cugini” europei aumentano la richiesta mutui del +5% dopo il +8% dell’ultimo trimestre 2017, in Italia i mutui erogati crollano dell’11%. Solo Sardegna e Basilicata tengono il passo, di cui gli isolani a dettare legge con +32% rispetto all’anno precedente, trainati da Sassari regina d’Italia a +78,3%. In totale i sardi hanno ricevuto credito per 316 milioni di euro, 77 in più rispetto all’ultimo trimestre 2016. Nel complessivo i dati sono positivi, considerando solo l’anno solare 2017, dove l’exploit di Sassari compensa valori negativi nelle altre città. In aumento l’importo medio erogato che sale a 111.700 euro rispetto ai 108.300 del periodo precedente.

Bene anche la Basilicata che nel quarto trimestre 2017 rispetto allo stesso periodo del 2016 cresce nei mutui erogati del 2,6%, con un aumento di 1,4 milioni di euro rispetto ai 53,3 milioni di dodici mesi fa. Situazioni comunque sporadiche rispetto al resto del paese, dove da nord a sud prevale il segno meno: emblematica la situazione della Liguria dove tra l’ultimo trimestre 2017 e il periodo analogo precedente l’importo medio è sceso di oltre 20.000 euro, fermandosi a 93.400 euro: il 16% in meno rispetto ad un mutuatario medio nel resto d’Italia.

Mutui in calo rispetto alle parole della BCE

Secondo la BCE è più facile accedere al credito per imprese e famiglie. Tuttavia in Italia al momento il mercato mutui è piuttosto lento: le surroghe non rivestono più un ruolo di punta in quanto molto è già stato surrogato e i mutuatari hanno già ottenuto condizioni difficilmente migliorabili. Anche i nuovi mutui stentano a decollare, fatto alquanto singolare considerando che queste situazioni del mercato si verificano raramente, in seguito ad un mercato immobiliare più abbordabile rispetto ad inizio millennio e a tassi d’interesse sul credito particolarmente vantaggiosi.

Situazione strana doppiamente se si considera che invece nel resto d’Europa gli ultimi due trimestri (rispettivamente +5 e +8%) sono stati a segno positivo, sintomo di una ritrovata fiducia dei consumatori nei confronti del mondo del credito e di maggiore fiducia anche per quello che riguarda le prospettive economiche. Il secondo trimestre vedrà inoltre una crescita del 18% dei mutui e del 22% dei crediti al consumo, già in aumento dell’11% dell’ultimo trimestre 2017 e del +14% di questo primo trimestre 2018.

Scrivo di mutui perché sogno di poterne fare uno. Adoro gli indovinelli; sai come si fa a tenere una persona sulle spine? Dopo te lo dico…

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