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La questione politica in Italia danneggia i mutui?

Lo spread in aumento a seguito della situazione di (non) Governo in Italia spingerà la BCE a rivedere i suoi piani a favore dei mutuatari a tasso variabile, che si vedranno allungare il periodo di Euribor negativo di qualche mese

Può una crisi politica come quella che sembra aver da poco risolto l’Italia aver inciso sui mutui? Lo spread che relazione ha con i prestiti contratti che pesano sulle tasche degli italiani? Cerchiamo di fare il punto sulla situazione che si è creata e su come questa possa impattare sui finanziamenti, capendo come la Borsa influenza il mondo del credito.

Spread in aumento, i mutui ne risentono?

Dopo diverse settimane di stallo, sembra essersi risolta la questione Governo in Italia che da Marzo tiene sulle spine la Borsa e il mercato finanziario, attento ad eventuali problemi all’orizzonte.

C’è da dire subito che lo spread in aumento durante le ultime settimane non ha influenzato i mutui, i quali quindi non verranno intaccati da questa situazione. Anzi, in un certo senso ne beneficeranno nel medio periodo, seppur per qualche mese. Questo perchè i mutuatari (ma più in generale chi ha contratto un finanziamento) sono soggetti a due situazioni differenti:

  1. Chi ha un contratto a tasso fisso, basato sull’Eurirs, può dirsi salvo e dormire sonni tranquilli: il tasso rimarrà invariato fino alla fine del finanziamento, anche nel caso lo spread dovesse aumentare in futuro;
  2. Chi ha un contratto a tasso variabile, basato sull’Euribor, può anch’egli sorridere in quanto l’aumento repentino dello spread dotrebbe portare in dote qualche mese in più di Quantitative Easing (QE), tenendo bassi i tassi. Vediamo come.

In un periodo post crisi e di graduale ripresa delle economie a livello europeo (fatta eccezione per qualche paese particolarmente virtuoso che però si contrappone ad altri paesi più “lenti”) continua ad essere particolarmente incisivo l’effetto del QE portato avanti dalla BCE di Mario Draghi. Questa politica monetaria espansiva, attraverso cui la Banca Centrale Europea si impegna ad acquistare titoli di stato mensilmente, è necessaria per garantire liquidità al sistema, consentendo alle banche di rendere più economico l’accesso al credito a famiglie e imprese per rilanciare gli investimenti e i consumi, e al contempo agli Stati membri di pagare interessi minori sull’emissione di nuovo debito.

Una situazione come quella italiana, dove ci sono voluti più di due mesi e mezzo per formare un Governo, ha messo in allarme le Borse che hanno cominciato a dubitare della possibilità di un accordo. Il rischio incertezza ha cominciato a far alzare lo spread, il differenziale tra i titoli tedeschi (Bund) e italiani (BTP), come accadde nel 2014. Questo aspetto induce il mercato ad entrare in fibrillazione e spingerà molto probabilmente la BCE ad allungare il periodo del QE anche di sei mesi, garantendo tassi bassi più a lungo di quanto pianificato fino a pochi mesi fa. La decisione non è ancora definitiva ma da più parti sembra che sia in discussione. Questo per evitare che crisi di questo tipo possano minare la ripresa economica ancora debole.

Chi ha contratto un prestito oppure ha acceso un mutuo a tasso variabile vedrà il tasso Euribor ancora basso o con rialzi molto lievi per qualche mese in più rispetto a quanto ipotizzato. Indicativamente questo vantaggio si verificherà a Settembre 2019, con un aumento dei tassi oltre lo zero verso l’inizio 2020.

Scrivo di mutui perché sogno di poterne fare uno. Adoro gli indovinelli; sai come si fa a tenere una persona sulle spine? Dopo te lo dico…

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