bonus sismico

Sisma Bonus 2018: come funziona la detrazione fiscale per le regioni terremotate

Per prevenire le tragedie l’edilizia italiana ha pensato ad un bonus apposito per l’adeguamento sismico che offre detrazioni fiscali per le ristrutturazioni.

Sono diverse le Regioni d’Italia che negli ultimi anni sono state funestate dal terremoto: l’Emilia-Romagna, Umbria, Abruzzo Lazio e Marche per citare i drammi più recenti. Le tragedie sono un promemoria di Madre Natura agli Italiani: ci ricorda di vivere in una terra altamente sismica e che abbiamo bisogno di adeguare l’edilizia in vista di terremoti che possono essere anche più forti di quelli che abbiamo visto fino ad adesso.

Proprio in virtù di questa necessità di preparare l’edilizia italiana per prevenire le tragedie invece che correre ai ripari esiste, incluso nella Legge di Bilancio 2018, un bonus apposito per l’adeguamento sismico che offre detrazioni fiscali per le ristrutturazioni.

Il Rischio Sismico in Italia

Il Sisma Bonus 2018 è strettamente legato alla classificazione del rischio sismico sul quale vale la pena spendere due parole.

L’Italia è quasi interamente una zona geologicamente molto movimentata. Parlando in termini geologici, viviamo in una terra “giovane” divise tra due grandi masse di terra chiamate “zolle tettoniche”, quella Eurasiatica e quella Africana che si muovono l’una verso l’altra alla velocità di 3 centimetri l’anno. La presenza nel nostro territorio di vulcani attivi di diverse dimensioni, l’Etna, il Vesuvio (famoso per la distruzione di Pompei), lo Stromboli ed il super vulcano sottomarino Marsili, che si trova davanti le coste calabresi, ci ricorda costantemente questa vocazione “dinamica” della terra che calpestiamo. In ogni regione poi abbondano vulcani spenti, laghi creati da crateri vulcanici ed attività vulcaniche secondarie come solfatare, soffioni e fonti termali.

Insomma, l’Italia è particolarmente soggetta a fenomeni di tipo geologico anche violenti che continueranno a modificare l’aspetto del territorio in tempi geologici (migliaia e milioni di anni) ma quello che interesse in “tempi umani” è l’effetto di questi eventi sulla nostra vita e le nostre attività.

Per questo motivo sono state identificate in Italia zone di rischio sismico individuate in base a criteri statistici. Questo significa che, considerando anche quanto scritto fino ad adesso, ci sono zone dove statisticamente è molto più probabile che si verifichino eventi sismici di grande portata e con danni ingenti ma bisogna tenere in conto che anche nelle zone “a basso rischio” il rischio comunque è presente.

Ecco la suddivisione delle zone:

Zona 1: sismicità alta (PGA oltre 0,25 g), comprende 708 comuni.

Zona 2: sismicità medio-alta (PGA fra 0,15 e 0,25 g), comprende 2.345 comuni (in Toscana alcuni comuni sono classificati in Zona 3S, sismicità media, che prevede obbligo di calcolo dell’azione sismica identica alla Zona 2).

Zona 3: sismicità medio-bassa (PGA fra 0,05 e 0,15 g), comprende 1.560 comuni.

Zona 4: sismicità bassa (PGA inferiore a 0,05 g), comprende 3.488 comuni.

Sisma Bonus e Zone di Rischio Sismico

Se il nome Sisma Bonus potrebbe trarre in inganno e fare pensare che sia destinato solo ed esclusivamente a chi è stato vittima del terremoto o che al contrario, vale per tutti coloro che realizzano un intervento di adeguamento antisismico, ma il bonus disciplina i bonus in modo diverso.

Prima di tutto possono ottenere il bonus solo gli edifici (che siano abitazioni, condomini o attività produttive) che ricadono nelle zone 1,2 e 3. C’è da precisare poi che il bonus si articola in diverse modalità tanto da poter parlare di diversi bonus sisma

– Solo per le zone 1 e 2 è possibile ottenere il bonus del 50% per spese di adeguamento antisismico
– Per le zone 1,2,3 è possibile ottenere un bonus del 70% o 80% per riduzione del rischio sismico. Il bonus del 70% è per la riduzione di una classe di rischio, quello dell’80% per riduzioni di due classi di rischio sismico. Stesso meccanismo vale per i condomini dove però il bonus sale a 75% e 85% rispettivamente.

Il Bonus Sisma nei dettagli

Il bonus è valido per lavori eseguiti dal 1 gennaio 2017 ed entro il 31 dicembre 2021, applicabile su un tetto di spesa massimo di 96.000€ e permette di ottenere, come altri bonus casa, detrazioni sull’IRPEF. A differenza però dell’ecobonus e di quello sulle ristrutturazioni, l’ammontare non viene spalmato nell’arco di 10 anni contributivi ma in sole 5 annualità.

Altro vantaggio è che il credito d’imposta maturato con l’ecobonus può essere ceduto a terzi per permettere a soggetti incapienti di mettere in sicurezza edifici in zone di rischio usufruendo dell’agevolazione.

Inoltre, il Sisma Bonus si applica anche sull’acquisto di immobili in edifici demoliti e ricostruiti in Comuni in zone di rischio sismico 1. In questo caso la detrazione può essere del 75% o 85%, in base al rischio sismico dell’edificio ricostruito, con un tetto di 96.000 €.

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