Mutuo ristrutturazione

Mutuo per Ristrutturare? Un quadro completo

La ristrutturazione ha prima di tutto una convenienza per la collettività di tipo ambientale: i costi in termini di materiali di scarto ed emissioni sono minori che costruendo da zero ed inoltre si riduce il consumo del suolo.

Il mercato edilizio italiano, sulla scia delle crisi internazionali iniziate nel 2008, non ha vissuto negli ultimi anni un momento d’oro. Complici diversi fattori, come la riduzione del credito offerto dalle banche, la difficoltà per i giovani di trovare un lavoro stabile che permetta di avere quelle fonti di introito necessarie per ottenere e soprattutto pagare un mutuo, la costruzione di nuovi immobili è stata un fenomeno limitato.

Chi aveva le risorse ha preferito acquistare o ancora meglio ristrutturare. La ristrutturazione, incentivata dai bonus fiscali che vedremo in seguito, ha dato ossigeno al mondo dell’edilizia che, a cantieri fermi, ha trovato nelle ristrutturazioni un settore in grado di sostenere l’industria negli anni peggiori.

Perché conviene ristrutturare?

In un Paese pieno di bellezze naturali come l’Italia, purtroppo spesso cementificato in modo selvaggio in passato, è molto importante evitare il più possibile di creare nuove aree edificate laddove ne esistono già tantissime che vanno solo recuperate e riqualificate.

Per chi effettua la ristrutturazione ovviamente, la convenienza è economica: con tempi e costi minori si può ottenere una casa costruita comunque intorno alle nostre necessità e sogni, godendo al contempo di interessanti benefici fiscali.

E, ovviamente, quando si parla di lavori di una certa entità, un mutuo per ristrutturazione è la via per la quale procedere.

Il mutuo per ristrutturazione: quando conviene?

Tutte le Banche ed Istituti di Credito offrono mutui per ristrutturazione, che si tratti di ristrutturazioni straordinarie (cioè volte a modificare sensibilmente l’immobile ed il suo aspetto) o ordinarie (cioè piccoli interventi che rendono l’immobile più confortevole e vivibile, senza modifiche sostanziali).

Di solito quando si tratta di lavori di piccola entità e con costi ridotti (sotto 30.000 euro) non si consiglia di chiedere un mutuo ristrutturazione ma un prestito personale (la famosa “finanziaria”). Il mutuo sicuramente offre tassi più vantaggiosi ma visto che si tratta di piccoli lavori il prestito personale è più facile, veloce da ottenere e con molta meno burocrazia.

Inoltre molte banche di solito concedono il mutuo solo per somme superiori ai 30.000 euro quindi per importi minori non risulta possibile ottenere un mutuo.

Come chiedere un Mutuo Per Ristrutturare

Ovviamente prima di tutto bisogna recarsi in banca oppure collegarsi tramite la piattaforma online della propria banca, approfittando della possibilità offerta da numerosi istituti di aprire la pratica direttamente dal proprio PC, provvedendo a caricare i documenti necessari direttamente online.

I documenti necessari a richiedere il mutuo ristrutturazione, nella maggior parte dei casi, sono i seguenti, con alcune varianti in caso di lavori o immobili particolari:
• documenti relativi all’identità del o dei richiedenti (carta identità, stato civile…)
• documenti sul reddito che comprovano la capacità di pagare il mutuo (estratti conto, contratti di lavoro)
• documenti di eventuali garanzie
• preventivi delle imprese che eseguiranno i lavori
• documenti catastali dell’immobile e nulla osta comunali per procedere con i lavori.

Tasso Fisso o Variabile?

Un altro passo importante poi è scegliere il tasso del mutuo: può trattarsi di un tasso fisso o variabile. La scelta tra i due dipende dalla propria propensione al rischio finanziario ma soprattutto alla particolare congiuntura economica. Infatti il mutuo a tasso fisso da, come dice il nome stesso, la garanzia di pagare sempre lo stesso interesse durante la durata del mutuo, mentre il tasso variabile cambia in base alle variazioni sul mercato del costo del denaro.

Il mutuo a tasso fisso è legato ad un valore utilizzato in tutta Europa chiamato EURIRS. Il tasso EURIRS al momento è pari all’1%. Il mutuo a tasso variabile invece è collegato all’EURIBOR che al momento oscilla con valori al di sotto dell’1%.

Come scegliere allora? Il primo aspetto da considerare è la durata del mutuo: se il mutuo è destinato a durare per molti anni, i più prudenti preferiranno proteggersi dagli sconvolgimenti del mercato scegliendo magari di pagare nel presente un poco di più per ripararsi da futuri aumenti imprevisti.

Se il mutuo è di breve durata, il tasso variabile sembra molto più conveniente e soprattutto l’EURIBOR mostra numeri in calo o stazionari, allora si può approfittare del momento favorevole e optare per un tasso variabile.

Bisogna anche pensare al proprio reddito: si è sicuri di avere la possibilità di sostenere eventuali rialzi dei tassi con un mutuo a tasso variabile?

Agevolazioni Fiscali per le ristrutturazioni

Concludiamo il nostro approfondimento con una panoramica delle più interessanti opportunità in materia di detrazioni fiscali per le ristrutturazioni.

Il Governo italiano ha stanziato anche per il 2018 una serie di bonus per l’edilizia. Per quanto riguarda le ristrutturazioni, si può ottenere il 50% di detrazione IRPEF sulle ristrutturazioni, spalmati in 10 anni contribuitivi fino ad un tetto massimo di 96.000 €.

Questo significa che si può arrivare a spendere fino ad un massimo di 192.000 euro per ristrutturazioni e, se si hanno tutte le carte in regola per il bonus, nei successivi dieci anni verranno detratti fino a 96.000 euro dalle nostre tasse da pagare.

L’iter per ottenere le agevolazioni fiscali è il seguente:

• presentare regolare comunicazione all’Asl locale per la ristrutturazione con dati del committente, dati di chi realizza i lavori, natura dell’intervento, data di inizio lavori
• comunicazione dei lavori all’ENEA
• prove dei pagamenti effettuati mediante bonifico bancario
• documenti catastali e dell’immobile
• prove di pagamento delle imposte comunali

La documentazione è da presentare poi all’Agenzia delle Entrate. Si possono includere non solo le spese dei lavori ma anche quelle di progettazione, gli oneri e le relative imposte.

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