Sui mutui ci vuole solo più fiducia.

Come tutti avranno appreso ieri la Bce, sotto la presidenza di Mario Draghi, ha effettuato un taglio al tasso di interessi.  Questo taglio era prevedivibile ed auspicabile da un mercato oramai in fase di stallo da diverso tempo; molti gli operatori del settore che fruiranno di tale operazione come banche e famiglie in primis. I […]

Come tutti avranno appreso ieri la Bce, sotto la presidenza di Mario Draghi, ha effettuato un taglio al tasso di interessi.  Questo taglio era prevedivibile ed auspicabile da un mercato oramai in fase di stallo da diverso tempo; molti gli operatori del settore che fruiranno di tale operazione come banche e famiglie in primis.

I vantaggi saranno solo per le banche poiché potranno approvvigionarsi di “euro” a costo praticamente irrisorio. In teoria questa manovra dovrebbe innescare una serie di azioni volte al ripristino della concessione del credito sia alle imprese che alle famiglie, ma non funzionerà proprio cosi. I tassi sui mutui, o l’appetito delle banche nell’erogare mutui e prestiti, non dipendono dal tasso ufficiale di sconto, ma dall’interesse ad impiegare liquidità nel settore e nel nostro paese.

Infatti, chi si accinge a stipulare un nuovo mutuo, o chi ha già un mutuo acceso a tasso variabile, con la manovra di Draghi, non noterà nessun cambiamento sulla rata. L’euribor/’ target=’_blank’>Euribor, che è il parametro utilizzato per questi tipi di tassi, ha già scontato questa mossa della BCE. Infatti da circa 6 mesi è fissato tra lo 0,18% e lo 0,21%, per il parametro a 3 mesi, molto al di sotto dello 0,50% di ieri.

Il vero tema l’ha sollevato ieri Grillo nel suo blog. Occorre che gli italiani possano avere un’alternativa alla banca. In questo momento, nessuna banca ha intenzione di investire nel settore dei mutui, causa uno spaventoso timore di recessione immobiliare, di un sistema giudiziario lento che impedisce il recupero del credito in tempi ragionevolmente brevi, di una burocrazia medievale. Quindi, occorre che qualcun altro si faccia da garante per i cittadini italiani. Occorre pensare ad meccanismo che garantisca il credito alle famiglie e alle piccole imprese prescindere dai tassi d’interesse. La cassa dello stato deve garantire le banche affinché eroghino mutui fino al 100%, affinché una piccola impresa possa avere 15mila euro di fido per poter pagare i fornitori, affinché un lavoratore a tempo determinato possa ricevere lo stesso trattamento di un suo collega a tempo indeterminato.

 Insomma, bisogna infondere fiducia al sistema bancario nazionale e internazionale, dimostrando che sarà lo stato italiano in primis a garantire per i suoi cittadini, che storicamente sono sempre stati i più rispettosi d’Europa verso i propri debiti, specialmente per il mutuo.

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