Lo spread sui mutui per la casa

Lo Spread è quella percentuale che le banche aggiungono al tasso del mutuo per ottenere un ricavo. La banca acquista il denaro ad un determinato prezzo, successivamente lo rivende maggiorato dello spread, ovvero un margine di guadagno. Negli scambi tra le banche, il denaro viene quotato con un indice che viene chiamato tasso Euribor,  rilevato […]

Lo Spread è quella percentuale che le banche aggiungono al tasso del mutuo per ottenere un ricavo.

La banca acquista il denaro ad un determinato prezzo, successivamente lo rivende maggiorato dello spread, ovvero un margine di guadagno.
Negli scambi tra le banche, il denaro viene quotato con un indice che viene chiamato tasso Euribor,  rilevato giornalmente, a cui la banca può comprare valuta o anche venderla se ne ha in più, aggiungendo lo spread.

La collocazione del denaro mediante un mutuo, avrà quindi un tasso un po’ più elevato. 

Quindi lo spread consente di compensare anche le spese di gestione della pratica e dei rischi dell` operazione di mutuo, maggiorata di una piccola percentuale di guadagno.

Secondo gli ultimi dati diffusi dall’Abi, i tassi finali applicati ai nuovi mutui sono saliti dal 3,16% di Giugno, al 3,22% di Luglio, fino al 3,5% in Agosto: uno 0,34% che può sembrare poco ma rappresenta un incremento del 10,76% in soli tre mesi, nonostante i tassi di riferimento (Irs per i mutui a tasso fisso, Euribor per i mutui a tasso variabile), ai quali le banche aggiungono ulteriori spread non abbiano mostrato un incremento analogo, anzi: l`Irs a 20 anni è addirittura sceso, dal 3,77% di Giugno al 2,81% (96 punti base in meno, pari ad un calo del 25,46%), mentre l’Euribor a tre mesi è oscillato dall’1,49% all’1,54% (5 punti base in più, pari ad un incremento del 3,36%).

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