Il variabile costa ancora di meno. Ma il fisso in questo periodo offre più vantaggi

Tasso fisso o tasso variabile? Il dubbio per chi si accinge a un acquisto immobiliare è d’obbligo e in tempi di forte volatilità finanziaria la scelta non è certamente semplice. Da un lato c’è la forte differenza tra la rata a tasso fisso e quella a tasso variabile. Ovviamente è molto più conveniente la seconda […]

Tasso fisso o tasso variabile?

Il dubbio per chi si accinge a un acquisto immobiliare è d’obbligo e in tempi di forte volatilità finanziaria la scelta non è certamente semplice. Da un lato c’è la forte differenza tra la rata a tasso fisso e quella a tasso variabile. Ovviamente è molto più conveniente la seconda dato che il tasso che si può spuntare sul mercato per un prestito di 100mila euro a dieci anni si aggira sul 2,3%.

Sul Fisso invece il tasso arriva già intorno al 4,2% ma ovviamente in questo caso non ci sono rischi o brutte sorprese se l’economia fa le bizze e i tassi dovessero salire.

«In questo momento comunque sarebbe davvero difficile dare un consiglio. Non c’è dubbio comunque che se il mutuo è già in corso e l’estinzione è prevista nei prossimi tre o quattro anni conviene tenere la rata variabile mentre se si vuole fare un mutuo magari a 30 anni e non si ha propriamente l’animo del giocatore d’azzardo ma si vogliono dormire sonni tranquilli, conviene optare per il fisso.

Molto sicuramente, vista la tensione sui mercati, la BCE non potrà permettersi per i prossimi due o tre anni  di aumentare troppo il Tasso ufficiale di Sconto (TUS) .

Pertanto il tasso variabile resterà ancora più conveniente di quello fisso. E forse la convenienza del variabile si spingerà anche oltre perché, data la crisi in corso, molto probabilmente, non sarà toccato il costo del denaro ancora per qualche anno».

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