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mutuo a tasso fisso

Guida al mutuo a tasso fisso: come scegliere e quando conviene

Anche quando gli interessi sono bassi, continua ad essere il mutuo a tasso fisso il più richiesto in Italia: ecco perché

Il mutuo a tasso fisso, come suggerisce il nome stesso, si caratterizza per una rata costante che si mantiene per tutta la durata del finanziamento. Il tasso di interesse quindi non subisce variazioni nel tempo fino all’estinzione del debito.
Da questa breve premessa introduttiva d’obbligo emerge già con chiarezza il principale vantaggio di questa forma di finanziamento, ovvero la possibilità di prevedere in anticipo e con esattezza la rata che si dovrà sostenere. In tempi di incertezza economica e di lavoro precario, questo non è sicuramente un punto da sottovalutare e spiega perché i mutui a tasso fisso continuano ad essere i più richiesti, soprattutto dalle famiglie che hanno la necessità di preventivare le spese nel lungo periodo senza margini di rischio.

Mutuo a tasso fisso: pro e contro

La rata costante nel tempo, che caratterizza i mutui a tasso fisso, ha però anche dei risvolti negativi da non sottovalutare. La storia infatti è ciclica e si ripete e il mercato dei mutui non fa eccezione a questa regola. Attualmente, ad esempio, ci troviamo in una fase in cui gli interessi sui mutui sono particolarmente bassi per direttiva della Banca centrale europea. Rinunciare all’aspetto aleatorio dei mutui a tasso variabile potrebbe voler dire, a conti fatti, pagare di più.

Mutuo a tasso fisso o variabile: quale conviene di più oggi?

Significa che il mutuo a tasso variabile è più conveniente in ogni caso? Dare una risposta certa a questa domanda secca senza ulteriori dettagli è, a ben vedere, impossibile. Subentra infatti in questa analisi tutta una serie di fattori da considerare. Incide, ad esempio, la durata del mutuo: maggiore sarà e più apparirà difficile preventivare le oscillazioni degli interessi.
In conclusione quindi possiamo certamente affermare che la scelta tra mutuo a tasso fisso e variabile è molto personale. Tuttavia esiste una regola empirica non scritta che si è dimostrata statisticamente efficace per valutare se un tasso fisso è conveniente oppure no, infatti se la proposta si assesta intorno al 4-5% può essere considerata buona (al di sotto conviene quasi sempre mentre oltre questa percentuale rischia di essere troppo costoso rispetto al variabile).
Nella comparazione tra mutui fissi e variabili, infine, va tenuto in considerazione anche il valore dell’Euribor del momento della firma del contratto.
In ogni caso, aldilà di quelle che possono essere le considerazioni personali (basate anche sulla predisposizione caratteriale al rischio), il metodo più veloce e sicuro per verificare se, a parità di condizioni di partenza, il preventivo più conveniente è per un mutuo a tasso fisso o variabile, è quello di utilizzare un sito di comparazione di mutui e prestiti online. In pochi click si ha a disposizione una panoramica completa per fare una scelta consapevole.

Da mutuo fisso a variabile o viceversa: come funziona la surroga

In chiusura va detto che la scelta sbagliata tra mutuo a tasso fisso e variabile fatta al momento della firma del finanziamento non deve essere necessariamente vincolante per tutta la durata dello stesso. La surroga è infatti lo strumento previsto per la portabilità gratuita da una banca all’altra. Se non si vuole cambiare banca ma solo tasso di interesse è invece possibile rinegoziare il mutuo con lo stesso istituto di credito che lo ha concesso.

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