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Calcolo rata finanziamento: cosa bisogna sapere di Borsa

Il calcolo rata di un finanziamento si basa su formule matematiche che nel dettaglio possono essere complesse. Per fortuna oggi i siti di comparazione fanno questo lavoro in modo automatico. Al potenziale cliente non resta che impostare i parametri di ricerca. Questi ultimi però hanno effetto sull’importo della rata. E se su alcuni c’è poco […]

Il calcolo rata di un finanziamento si basa su formule matematiche che nel dettaglio possono essere complesse. Per fortuna oggi i siti di comparazione fanno questo lavoro in modo automatico. Al potenziale cliente non resta che impostare i parametri di ricerca. Questi ultimi però hanno effetto sull’importo della rata. E se su alcuni c’è poco margine di discrezione visto che sono legati ad esigenze economiche, vedi importo richiesto e durata, su altre è chi firma il mutuo a dover fare la scelta (giusta). Questo non significa diventare o improvvisarsi esperti di Borsa per il calcolo della rata del finanziamento ma è bene conoscere alcuni concetti fondamentali.

Calcolo rata finanziamento: da cosa dipendono i tassi?

La scelta tra tasso fisso e variabile non può prescindere da un’analisi minima del mercato finanziario. Partiamo da una considerazione di base: i mutui a tasso fisso sono collegati all’Irs, l’indice finanziario che si somma nel calcolo della rata del finanziamento allo spread applicato dalla banca. L’Irs assume valori differenti ogni giorno, in quanto sintesi del costo del denaro nel mercato interbancario: nel caso di mutui a tasso fisso l’Irs di riferimento è quello del giorno in cui viene conclusa la stipula.

Il tasso fisso sarà in altre parole congelato al valore dell’indice in quel giorno e, insieme al differenziale applicato dalla banca e alle altre spese, andrà a definire il Taeg. Cosa sapere sul calcolo rata di un finanziamento a tasso fisso allora? La regola fondamentale è che il tasso IRS cala quando scende il Bund tedesco.

A sua volta il tasso variabile è agganciato all’Euribor, che rappresenta l’andamento del tasso sui depositi stabilito dalla Bce. In questo periodo storico questo valore ha raggiunto valori storici minimi quindi, soprattutto per finanziamenti non troppo lunghi, può essere più conveniente il tasso variabile.
Certo è difficile, quando si deve firmare un mutuo, pretendere di prevedere l’andamento dei tassi per tutta la durata. Il consiglio in questi casi è di studiare la convenienza per la prima metà circa.

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