Abolizione IMU e TASI: pro e contro

Il disegno di Legge per la Stabilità 2016, presentata lo scorso 15 ottobre, contiene una serie di modifiche fiscali tra cui l`abolizione di TASI e IMU sulla prima casa. Una buona notizia per i proprietari di casa, che però non ha avuto il riscontro positivo che forse ci si aspettava. Vediamo quali sono le voci […]

Il disegno di Legge per la Stabilità 2016, presentata lo scorso 15 ottobre, contiene una serie di modifiche fiscali tra cui l`abolizione di TASI e IMU sulla prima casa. Una buona notizia per i proprietari di casa, che però non ha avuto il riscontro positivo che forse ci si aspettava. Vediamo quali sono le voci favorevoli e quelle contrarie in merito a questa importante riforma.

Cosa sono TASI e IMU

Prima di tutto, occorre spendere due righe per spiegare in cosa consistono queste due tasse così odiate dagli italiani.

TASI è l`acronimo di Tassa sui Servizi Indivisibili, è stata introdotta con la Legge di Stabilità 2014 e riguarda tutti i servizi comunali rivolti alla collettività (fogne, illuminazione, strade). Fino ad oggi doveva essere pagata sia per la prima casa che per eventuali atri immobili di proprietà e a pagare non era solo il proprietario, ma anche l`affittuario, pur se in percentuale minore.

IMU sta per Imposta Municipale Unica e sostituisce la vecchia ICI, fu introdotta con la Legge di Stabilità 2011 ma nel 2014 ha subito molte modifiche sostanziali. La principale è che l`IMU è stata abolita per la prima casa, perchè sostituita appunto dalla TASI, ma non per tutti: finora infatti doveva essere pagata solo per le abitazioni di lusso, come ville, castelli e palazzi di pregio.

I pro e i contro dell`abolizione

Con l`ultima riforma finanziaria vengono abolite interamente sia TASI che IMU sulla prima casa: questo significa che tutti gli italiani, indistintamente, godranno di questo beneficio fiscale, a prescindere dal valore dell`immobile o dal reddito dichiarato. Questa è la principale critica che viene rivolta alla riforma, perchè non tiene conto delle possibilità economiche di chi paga. Tenendo conto che questa abolizione vale 3,7 miliardi di euro, i più critici ritengono che si tratta di tasse che potevano essere mantenute, almeno l`IMU, che gravava solo sulle fasce di reddito più alte.

Chi è contrario a questa riforma sottolinea inoltre come le tasse sulla casa italiane sono in linea con quelle europee, mentre si sarebbe dovuti intervenire sul costo del lavoro e sulle tasse alle persone fisiche, ancora molto più alte rispetto ai cugini europei.

Secondo i pareri favorevoli resta tuttavia innegabile che questa riforma porterà ad un notevole risparmio nelle tasche degli italiani. E non solo dei proprietari di casa, che comunque sono circa il 77% del totale (Fonte Eurostat), ma anche degli affittuari, sui quali gravava, pur se in piccola percentuale, il pagamento della TASI.

Fonti:

www.ipsoa.it

it.ibtimes.com

www.investireoggi.it

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