La gara dello spread sul mutuo

Dopo aver parlato di spread verso il BTP, fino ad allora nessuno conosceva realmente questo termine inglese che significa “differenza”. Sui mutui è sempre stato conosciuto come il differenziale applicato all`

Dopo aver parlato di spread verso il BTP, fino ad allora nessuno conosceva realmente questo termine inglese che significa “differenza”. Sui mutui è sempre stato conosciuto come il differenziale applicato all`euribor/’ target=’_blank’>Euribor per determinare il tasso variabile di partenza, mentre nessuno era a conoscenza di quello applicato sul bund tedesco.

Adesso il parametro è sceso e nessuno ne parla più, a differenza di quello sui mutui, che negli ultimi mesi è tornato nuovamente di moda nel lessico comune.

Nel periodo pre-crisi, lo spread più basso sui mutui lo praticavano le banche straniere. Abbey National Bank, Woolwich e ING Direct con il suo mutuo Arancio, viaggiavano a spread tra lo 0,50% e 0,79%. Le banche italiane erano alla finestra, e tranne qualche eccezione, lasciavano fare agli stranieri che conquistavano mercati nostrani in maniera facile.

Post-crisi, con l`immagine dell`Italia a pezzi, le banche straniere si sono ritirate dalla scena. La Woolwich, di Barclays, ha abbandonato addirittura l`Europa, preferendo i paesi in via di sviluppo. Abbey National è passata di mano a Unicredit, che l`ha spolpata e svuotata, mentre l`unica sopravvissuta, l`olandese ING ha iniziato a giocare in difesa, applicando tassi medio-alti.

Nel 2014, anno della ripresa (così dicono) la prima a partire nella gara dello spread sui mutui è stata Unicredit, che con Mutuo Valore Italia ha inzialmente offerto un 2,75%, poi 2,50%, 2,25%, per arrivare al giro di campo al 2,00%.

Le altre banche, che di norma fanno cartello, hanno fatto cartello! Ma un cartello positivo. Infatti, all`inziativa di Unicredit, che ha dichiarato di quintuplicare il numero di mutui concessi in 12 mesi, si sono affiancate le Banche Popolari (BPM, Banco Popolare e UBI), ma sempre a debita distanza di uno 0,20%, poi le francesi BNL e Cariparma con uno spread uguale a quello di Unicredit, ma con 30gg di ritardo medio e, per finire, l`olandese Ing che da hard discount del mutuo è passata a supermaket medio.

Attenzione al trucco! E` vero che gli spread sono scesi di 1% rispetto al terribile 2013, ma solo per chi richiede il mutuo fino al 50% del valore dell`immobile.

Per chi non possiede questa disponibilità, gli spread salgono ben oltre il 3%, annullando di fatto il clima di ripresa.

Le banche online, che dovrebbero applicare tassi e condizioni migliori di quelle con le filiali, sono nella media cartello. Fineco, la più grande banca online, non ha neanche 1 offerta sui mutui, mentre Mediolanum che promuove l`home banking come suo punto di forza, promuove solo il mutuo per ristrutturare la casa.

 

Loredana Aprile

MutuiperlaCasa.com

 

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